Brevi notazioni sul concetto di discriminazione e diversità nell’ordinamento nazionale e nella disciplina comunitaria

Autore: 
Luciano Tamburro

Pubblicato su "HR online" - n. 1 - maggio 2007 - in "http://www.aidp.it/riviste/indice-rivista.php?id=1&idx=79-3"

Nell’ordinamento nazionale ed in quello comunitario le nozioni di “parità di opportunità” e di “discriminazione” sono storicamente transitate attraverso un percorso normativo, che è iniziato con la tutela della maternità e delle condizioni di lavoro, che ha attraversato i principi della parità di diritti e di retribuzione, per pervenire alla parità di opportunità, includendo tra le discriminazioni e le molestie quelle di indole sessuale, nel contempo ampliando le ipotesi tutelate ed il numero delle deroghe all’applicazione dei principi base.
Al sistema normativo nazionale si è affiancato quello di diritto derivato di fonte comunitaria, con reciproche influenze.
Schematicamente può affermarsi che le fonti di diritto nazionale sono costituite dai principi introdotti dalla Costituzione agli art. 3 e 37; e dalla legge ordinaria (l. 903/1977 – l. 125/1991 – l. 215/1992 – d.lgs 196/2000 – d.lgs. 215 e 216 del 2003 – d.lgs. 145/2005 e 67/2006). Costituiscono fonti di diritto derivato le Direttive 75/117, 76/207, 2000/43, 2000/78 e 2002/73.
L’interpretazione della normativa richiederà, comunque, auspicatamente, interventi chiarificatori da parte della Corte di Giustizia, in quanto permane un significativo spazio di incertezza circa la portata di determinate allocuzioni risultanti dal testo normativo.